Un territorio tutto da scoprire, tra autentici paradisi naturali, preziose testimonianze del passato, le eccellenze dell’agroalimentare e una costa che vanta un litorale mozzafiato. Il vento l’accarezza, il sole la riscalda, la luce abbaglia i tesori di un passato che continua ad emozionare e stupire il visitatore.
MARE
Le isole Egadi
Acque limpide, coste affascinanti, baie, grotte, piccoli rilievi e tracce di una storia molto antica: è il tesoro dell’arcipelago delle Egadi che comprende tre isole principali (Favignana, Levanzo e Marettimo) e due grandi scogli (Maraone e Formica). Basta una corsa in traghetto o in aliscafo per scoprire spiagge, zone archeologiche, cave di tufo dalle forme bizzarre, fondali e tracce di una cultura che fanno parte della storia della Sicilia. A Favignana non si può perdere un bagno a Cala rossa, Grotta Perciata e lido Burrone. Non lasciate l’arcipelago prima di un tuffo nelle grotte di Marettimo e prima di immergervi, per un itinerario archeologico subacqueo, a Cala Minnola a Levanzo.
Pantelleria
Battuta dal vento, ad appena 84 chilometri dal Nord dell’Africa, punteggiata dai caratteristici dammusi, è la maggiore isola che si incontra al largo della costa siciliana. Bagni indimenticabili sotto le coste rocciose, un tuffo tra le suggestioni del lago di Venere o i ricchi fondali sottomarini, una visita alle grotte naturali dove si producono emanazioni di vapori sulfurei e, al tramonto del sole, un sorso del suo speciale passito, ricavato da uve zibibbo.
Castellammare del Golfo
Il bagno ai Faraglioni, o nella caletta tra i resti dell’antica tonnara è un’esperienza da non perdere così come la visita al baglio settecentesco di Scopello e l’assaggio del suo caratteristico pane “cunzato”, una pagnotta prelibata, farcita con pomodori freschi, olio di oliva, sale, pepe, origano e acciughe. Un interessante itinerario subacqueo consente di ammirare il panorama sottomarino del mare antistante Scopello e lo Zingaro con alghe di diversa natura, piccoli organismi, madrepore e pesci che vivono nelle pozze di scogliera. Suggestiva la grotta dei gamberi. La sera, intorno al castello arabo a ridosso sul mare, tante specialità a base di pesce fresco con una vista mozzafiato sul golfo.
Castelvetrano
Dune sabbiose invadono l’entroterra dando vita a un paesaggio mozzafiato, dalle suggestioni africane. Queste spiagge sono considerate tra le più belle e selvagge della Sicilia, incorniciate da bassi scogli dove si infrangono le onde quasi trasparenti di un mare variegato dall’azzurro al turchese. Siamo all’interno della riserva naturale del fiume Belice, un’area protetta che offre percorsi turistici terrestri e marini, alla scoperta della macchia mediterranea e delle specie in via d’estinzione che la abitano. Un itinerario naturalistico di rara bellezza dove sfocia il fiume Belice, tra la sempreverde macchia mediterranea, tantissimi uccelli stagionali e le saltuarie visite di tartarughe marine che depositano le uova.
Custonaci
Aspre baie marine incontaminate e sentieri di grande interesse naturalistico che si snodano attraverso la riserva naturale del monte Cofano, una ricca vegetazione tipicamente mediterranea e un susseguirsi di grotte, abitate fin dal Paleolitico e oggi scenario del caratteristico Presepe vivente di Custonaci, che si allestisce nel periodo natalizio. L’ambiente marino è incontaminato e di grande pregio naturalistico e la terraferma offre suggestive insenature sabbiose per qualche ora di pieno relax. La piccola baia di Cornino, l’antico borgo marinaro di Custonaci, ospita ancora le bianche case dei pescatori che dal porticciolo prendevano il largo con le loro barche. Il mare si presta anche per piacevoli escursioni in barca, mentre la pescosità dei fondali è un invito costante per gli amanti della pesca. Dalla cima del monte si gode di un panorama magnifico.
CULTURA
Alcamo
Il castello dei conti di Modica, costruito nel 1350 dai fratelli Enrico I e Federico III Chiaromonte, attende solo di essere scoperto tra torri ed eleganti bifore, incorniciate da ghiere intagliate. Nella Basilica di Maria Santissima Assunta, la chiesa madre, sono custodite opere di Gagini e Serpotta e affreschi del Borremans mentre la Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo rappresenta la più alta espressione del barocco alcamese.
Campobello di Mazara
Le tracce più visibili ed emozionanti dell’epoca antica si ritrovano nelle cave di Cusa dalle quali i coloni greci della vicina Selinunte estrassero 150mila metri cubi di tufo calcareo, di cui tutta l’area è ricca, per ricavarne materiale da costruzione per la città e per i loro magnifici templi. È questo un luogo straordinario, unico nel mondo archeologico, che crea con la vegetazione un ambiente di grande suggestione: qui il tempo si è fermato nel lontano 409 A.C. quando Annibale, figlio di Giscone, colse di sorpresa gli abitanti di Selinunte e assediò la città distruggendola.
Erice
A 750 metri dal livello del mare, uno scrigno medievale punteggiato da torrioni e porte normanne, da visitare perdendosi tra le sue stradine strette in basolato o tra le sue sessanta chiese, ricche di preziose testimonianze storiche o ammirando la Madonna con il bambino del Gagini, custodita nella chiesa della Matrice. A quindici chilometri da Trapani, Erice, è un gioiello tutto da godere. Sarà come immergersi in un’atmosfera fuori dal tempo, nell’austera bellezza della vetta, tra la particolare suggestione della nebbia, che si materializza dal nulla e avvolge ogni cosa, e il silenzio che invade i vicoletti. Da acquistare le ceramiche e la straordinaria pasticceria, in particolare a base di mandorla.
Gibellina
I ruderi del terremoto sono stati trasformati in opera d’arte da Alberto Burri che li ha ricoperti con una colata di cemento, facendone un enorme Cretto. Ma a Gibellina si possono ammirare anche sculture e architetture ardite realizzate da numerosi artisti per la ricostruzione della città, distrutta nel 1968 dal terremoto della valle del Belice. Nel periodo estivo, la rassegna delle Orestiadi continua la vocazione avanguardista del luogo con una rassegna di teatro, poesia, arti visive e musica.
Marsala
E’ un museo a cielo aperto, con i suoi ruderi, i suoi mosaici, i suoi resti archeologici, parte dei quali ancora sommersi. Siamo sulla piccola isola di Mozia, antica città fenicia che fa parte della riserva delle isole dello Stagnone, nel territorio di Marsala. Nel museo Whitaker, che si trova sull’isola, si può ammirare il “giovinetto di Mozia”, preziosa scultura in marmo che risale alla prima metà del quinto secolo A.C. mentre lo Stagnone offre la splendida vista delle saline da dove ammirare un tramonto commovente, magari sorseggiando un buon vino Marsala, e visitare un mulino di origini cinquecentesche.
Mazara del Vallo
Assolutamente da non perdere è il Satiro danzante, la straordinaria scultura bronzea del periodo ellenistico, rinvenuta nel Canale di Sicilia. Scrigni di tesori d’arte sono le chiese, prima fra tutte la cattedrale, un vero tripudio di decorazione e opere: dai sarcofagi ellenistici alle sculture di Domenico, Antonello e Antonino Gagini, fino ai dipinti di Giambecchina. Una statua di Santa Caterina di Antonello Gagini si trova nella chiesa omonima. Alla cultura araba si deve l’assetto urbanistico a casbah della città, pieno di viuzze del centro storico, mentre alla dominazione normanna le splendide chiese dentro le mura. Fra tutte la basilica centrale voluta da Ruggero I al posto di una moschea.
Partanna
Il castello medievale dei principi Grifeo, del XIV secolo, è uno dei meglio conservati della provincia. L’aspetto è solenne, di antica fortezza merlata, con tre grandi ali disposte attorno ad un ampio cortile e al suo interno si trovano il museo etnoantropologico e il museo del basso Belice. La chiesa di San Rocco (1576) con l’elegante ed originale torre campanaria, è un piccolo gioiello architettonico, internamente decorato con stucchi e dipinti. Nel parco archeologico si trovano un sistema di fossati dell’età neolitica e necropoli risalenti all’età del Bronzo e del Ferro.
Petrosino
Andar per bagli respirando l’atmosfera della fine dell’Ottocento, quando il commerciante inglese John Woodhouse, al quale si deve l’intuizione della bontà del vino Marsala, costruì il primo edificio, conosciuto appunto come il “baglio inglese”, i cui resti sono ancor oggi visibili. La campagna di Petrosino è punteggiata di bagli, antichi edifici dalle strutture fortificate, costruiti in posizione dominante in modo da poter controllare i terreni circostanti e le diverse fasi dei lavori agricoli. Con lo sviluppo dell’attività vitivinicola, soprattutto in prossimità della costa, sorsero stabilimenti dalla struttura a baglio dove furono prodotti i mitici Marsala Soleras 1815 e Waterloo 1815. In contrada Triglia Scaletta si trova baglio Spanò, costruito dal marchese Nicolò Spanò di Marsala, tra il 1873 e il 1882.
Poggioreale
Una passeggiata tra i ruderi dell’antico paese, colpito nel 1968 dal terremoto della Valle del Belice, riserva incredibili emozioni. Un paese fantasma, di cui è ancora visibile l’intero impianto urbano, gran parte delle abitazioni, delle chiese e degli edifici pubblici, dove la vita si è fermata oltre quarant’anni fa. Il silenzio, le case sventrate dove sono ancora visibili gli arredi di un tempo o le macerie degli edifici scolastici, tra sedie e banchetti, sembrano vivere ancora in un’atmosfera da sogno.
Salemi
Questa affascinante città medievale vanta un ricco patrimonio di chiese e palazzi nobiliari. Meritano una visita la piccola basilica paleocristiana di San Michele con pavimenti musivi ed e il suggestivo quartiere del Rabato ma anche la chiesa di Sant’Agostino, di origini duecentesche che custodisce una statua della Madonna del Soccorso del Gagini e il suo convento annesso, con l’elegante chiostro. Tanti anche gli insediamenti archeologici che vanno dalla Preistoria al Medioevo. A Mokarta si può vedere il più importante, di epoca sicana.
Segesta
Un gioiello di storia: a quattro chilometri da Calatafimi, sul monte Barbaro, Segesta offre la possibilità di ammirare uno dei teatri più affascinanti dell’antichità con 63 metri di diametro e una ventina di gradinate scavate nella roccia. Ogni anno si può partecipare alle rappresentazioni classiche e godere delle suggestive albe segestane, recital di poesie alle cinque del mattino, in un’atmosfera che dà la possibilità di assistere allo spettacolo del sole che nasce in uno scenario unico.
Selinunte
Unica, incomparabile. La zona archeologica di Selinunte è una tappa obbligata per ogni visita in Sicilia. Fondata da coloni di Megara Hyblaea nel VII secolo avanti Cristo, Selinunte offre la possibilità di conoscere un grande parco archeologico, il più vasto d’Europa, esteso 270 ettari, e suddiviso in tre aree: templi orientali, acropoli e santuario. Gli avanzi dell’acropoli con le alte mura di difesa, le maestose colonne del tempio C, l’imponenza delle rovine dei templi O, A, B, D, assieme ai tre templi della collina orientale E, F, G, offrono al visitatore suggestioni irripetibili, in un misto di sicilianità, grecità, mito e natura, e lo immergono nella storia di una città che ha vissuto momenti di vero splendore.
Trapani
Musei, chiese e monumenti ma anche le caratteristiche saline, che fanno parte della Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco, popolate dai fenicotteri rosa e con preziose testimonianze di archeologia industriale. Stretta tra il mare e il monte di Erice, l’antica Drepanon nasce intorno al suo porto. Conosciuta come città del sale e della vela, ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all'estrazione e al commercio del sale, grazie alla sua posizione geografica. Da non perdere la cattedrale, dalla facciata barocca, il Santuario dell’Annunziata, dove si venera la Madonna di Trapani, una stupenda statua marmorea trecentesca, attribuita a Nino Pisano, le chiese del Purgatorio e di S. Maria di Gesù, il villino Nasi e Pepoli, una passeggiata alle Mura di Tramontana, e la vista del tramonto nei pressi della torre di Ligny. Nel periodo di Pasqua non mancate i riti della Settimana Santa tra processioni e riti millenari.
NATURA
La riserva di Monte Cofano
Conoscere i primi insediamenti umani in Sicilia attraverso le grotte che appartengono alla cultura preistorica, toccare con mano 350 piante diverse, ammirare il volo dei falchi pellegrini. La riserva naturale orientata di Monte Cofano, che si estende su un’area di 537,5 ettari, ricade nel comune di Custonaci. Sul monte Cofano (659 metri sul livello del mare) si trovano grotte famose per gli appassionati di speleologia come quella omonima, l’Abisso del Purgatorio e l’Abisso delle Gole. La riserva è popolata anche dal martin pescatore e dall’aquila del Bonelli, uno dei rapaci più rari d’Italia.
La riserva dello Zingaro
Un paradiso della natura, 1.620 ettari che regalano uno dei paesaggi più suggestivi della Sicilia. Qui nidificano 40 specie di uccelli e si trovano 800 specie di piante e tra cui la palma nana che raggiunge dimensioni ragguardevoli. La riserva ha due ingressi: uno da Scopello e l’altro da San Vito Lo Capo. L’altitudine delle sue vette varia dai 610 metri sul livello del mare di Pizzo passo del lupo ai 913 di monte Speziale. Nella risalita si incontrano diversi tipi di ecosistemi: gli ambienti rupestri, le praterie, lecci, sughere, grotte, pendii scoscesi e pietraie. Seguendo i sentieri si compie un viaggio del tempo sino a giungere al passato più remoto, costituito dalle incisioni rupestri delle grotte dell’Uzzo e di Isulidda. Sotto la superficie del mare, la natura continua a meravigliare con un paesaggio senza uguali: alghe, anemoni, madrepore e nuvole di pesci multicolori.
Buseto Palizzolo
Sugheri, pini, cipressi, erbe aromatiche e fiori di campo. E’ il paesaggio che si incontra passeggiando attraverso il bosco Scorace, 750 ettari di verde nel territorio di Buseto Palizzolo, uno dei più antichi del territorio provinciale. E’ l’ideale punto di partenza per escursioni e itinerari di straordinario interesse naturalistico alla scoperta soprattutto dei funghi, presenti in tantissime specie.
Calatafimi-Segesta
Nell’entroterra, sulla sponda orientale del fiume Caldo, al confine con il territorio di Alcamo, ci si può abbandonare al relax delle acque termali. Le acque sulfuree, dalle naturali doti terapeutiche, sgorgano dalla sorgente Gorga, a circa 50 metri sul livello del mare, e si raccolgono in una conca naturale, tra agglomerati argillosi, mantenendo una temperatura costante di 51 gradi. Per i visitatori c’è a disposizione uno stabilimento termale, immerso nel verde, con una piscina all’aperto, l’idromassaggio e le saune.
Santa Ninfa
Una passeggiata nei cunicoli della grotta all’interno della riserva naturale Grotta di Santa Ninfa, nei territori di Santa Ninfa e Gibellina, offre paesaggi naturali di grande impatto, caratterizzati da fenomeni carsici sia sotterranei (grotte) che superficiali, di grande interesse speleologico e ricchi di flora e fauna. Un complesso sistema di meandri e gallerie, caratterizzato da splendide stalattiti, e solchi e vasche modellati nel corso del tempo, rendono la visita molto suggestiva. Nella riserva si trova anche una necropoli, testimonianza della civiltà degli Elimi.
Valderice
Un tuffo nel verde rigoglioso. I dintorni del territorio di Valderice offrono diversi scenari paesaggistici: colline, zone selvatiche per flora e per fauna, spiagge cristalline, scogliere e paesaggi intatti, che fanno del paese uno dei luoghi più ambiti di villeggiatura, soprattutto durante l'estate. Si possono percorrere i sentieri del parco urbano di Misericordia, con aree attrezzate e punti di sosta, per poi godere di uno splendido panorama sul golfo di Bonagia e su Monte Cofano, fare una passeggiata all’interno della pineta per poi tuffarsi nelle acque nei pressi dell’antica tonnara di Bonagia.
Vita
E’ il più piccolo per estensione della provincia di Trapani ma non quello che offre meno spunti per una visita. Il paesaggio collinare, tra coltivazioni di ulivo e vigneti, segue una dolce curva, che risale fino al rigoglioso Bosco della Baronia che domina il contesto. L’area, estesa circa 100 ettari e a 630 metri sul livello del mare, offre spazi per pic-nic, tracce di antiche niviere e meravigliosi scorci panoramici sulla provincia di Trapani e Palermo. Stupefacente è poi la vista sul tempio di Segesta, sull’obelisco di Pianto Romano e sul castello di Salemi.









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