Romania ed Afghanistan in finale

Sono Claudia Maria Catana in gara per la Romania e Shapoor Safari che rappresenta l’Afghanistan gli chef finalisti del Bia cous cous world championship, il Campionato del mondo di cous cous. La gara conclusiva della competizione si svolgerà sabato 25 settembre alle ore 22 al Bia theatre, al Giardino del Santuario di San Vito Lo Capo.

Claudia Maria Catana, la chef rumena, gareggerà con una ricetta dal titolo “La Transilvania incontra il cous cous”, a base di carrè di agnello, rabarbaro, bacche di olivello spinoso, cipolla bianca, tuorli d’uovo, panna acida e alloro. Arrivata in Italia giovanissima con la voglia di conoscere e imparare la cucina mediterranea, ha lavorato accanto a grandi chef che hanno contribuito ad arricchire le sue conoscenze culinarie. La voglia di imparare e conoscere nuove culture gastronomiche l’hanno portata ad allargare i propri orizzonti verso l’Asia, appassionandosi, anche, alla cucina srilankese e indiana.

Si chiama “Ballarò” ed è un tributo al mercato palermitano dove lavora la ricetta di Shapoor Safari, in gara per l’Afghanistan. Nato a Kabul, dopo anni vissuti in Afghanistan come generale dell’esercito in lotta contro i talebani, è costretto a fuggire: un lungo viaggio attraverso Turchia ed altri paesi ancora, che si conclude con una traversata a bordo di un barcone di fortuna  lo fa approdare in Italia. Qui, dopo un percorso di analisi e raccolta di dati, viene inserito in un percorso di accoglienza che, in virtù della sua storia di fuga, si conclude con il riconoscimento di status di rifugiato politico. Viene accolto a Palermo dal Centro Astalli per poi approdare al ristorante multiculturale Moltivolti dove oggi lavora, all’interno del mercato di Ballarò: un ristorante siculo – etnico dove è possibile assaporare culture diverse; uno spazio d’incontro in cui il cibo favorisce l’incontro e la relazione tra i tantissimi piatti del mondo che compongono il menu.

“Un abbraccio sostenibile, etico e solidale tra il Mar Mediterraneo e il mercato più inclusivo di Palermo”: così ha definito la sua ricetta Shapoor – “qui la lampuga e le verdure km0 di Ballarò incontrano la croccantezza della frittura, che sul cous cous creano un gioco di testure e sorpresa”.